L’Ambiente di Studio

Come ambiente di studio si intende tutto ciò che ci circonda nel momento in cui studiamo. Si intendono perciò tanti fattori diversi, come il colore delle pareti, la presenza o meno di agenti esterni “disturbanti”, la temperatura percepita etc.

L’ambiente di studio è un qualcosa di apparentemente esterno a noi, che può condizionare favorevolmente o sfavorevolmente la qualità del nostro studio. Vale la pena di seguire alcuni consigli fondamentali che analizzeremo in seguito.

Innanzitutto l’ordine. Sia che ci troviamo in una stanza in cui siamo soli, sia che siamo in una biblioteca con centinaia di persone attorno a noi, l’ordine dell’ambiente che ci circonda può condizionare il nostro studio. Leggendo diverse ricerche in cui mi sono imbattuto pare che il tipo di arredamento stesso influisca sul tipo di materia che stiamo studiando. Un arredamento in stile moderno, essenziale, con forme e design geometricamente semplici e con tanto spazio libero (pareti sgombre) aiuta di più chi studia materie scientifiche, mentre un arredamento più in stile neoclassico, con decorazioni, mobili antichi, tappeti e lampadari evoluti crea i presupposti per un migliore apprendimento delle materie letterarie.

Dopodichè la personalizzazione della stanza. Tanti di noi avranno sperimentato che c’è una bella differenza tra lo studiare nella stanza in cui si è abituati a farlo, o in un’altra occasionalmente adibita a sala da studio. Questo perchè la nostra mente, per quanto ci possa sembrare strano, mentre studiamo e ripetiamo, interagisce anche con l’ambiente circostante. Sapere esattamente dove sono collocate le nostre risorse (libri, calcolatrici, personal computer) ci farà inoltre risparmiare tanto tempo durante lo studio (i famosi tempi morti, che se sommati sono una percentuale non irrilevante del nostro tempo di studio, e minano la concentrazione). Tuttavia possiamo migliorare ulteriormente questa sensazione di “sicurezza” anche in ambienti a noi familiari.

Ad esempio, nel momento in cui prepariamo un esame, è una buona cosa “tappezzare” i muri della nostra stanza di studio con fogli riguardanti l’argomento che stiamo studiando, in maniera tale da “vivere” la materia, e da ripassarla (anche solo visivamente) nei tempi morti. Inoltre avere i concetti fondamentali sempre a disposizione, a portata di occhio, è un ottimo metodo per velocizzare lo studio. Conosco tanta gente che anzichè appendere i fogli usa il vetro della finestra come lavagna, scrivendovi sopra con pennarelli appositi ovviamente. Pensateci. A volte aiuta solo visivamente, altre volte ci dà la possibilità di leggere i concetti stando in piedi e camminando, cosa che stimola notevolmente la concentrazione e l’attenzione.

studentessa in un ambiente rilassante

Creare un’attività parallela

A seconda del tipo di studio che dobbiamo svolgere, può essere utile creare delle attività parallele, che stimolino il focus verso la risoluzione un problema. Avete mai visto una puntata di Dr House dove Hugh Laurie mentre cerca di risolvere un caso si trastulla lanciando una palla e riacchiappandola col bastone? E’ dimostrato che questo tipo di pratica stimoli l’attività di alcune aree cerebrali che altrimenti non verrebbero utilizzate, agendo da stabilizzatore tra sistema simpatico e sistema parasimpatico. Attivando altre parti del nostro cervello avremo più probabilità di trovare “soluzioni alternative” al problema che stiamo cercando. Questo può risultare utile nel caso di risoluzione di quesiti di difficile soluzione, di rompicapi, di ricerca di una visuale alternativa di una determinata problematica. Ovviamente anche altri tipi di attività possono andar bene, tenendo presente che queste devono essere svolte in maniera tale da non inficiare la concentrazione, ma anzi, da stimolarla.

Per questo vanno bene le attività che si svolgono in maniera quasi inconscia, come tirare una palla, farla rimbalzare, o anche pedalare alla cyclette in maniera molto blanda, disegnare etc. Basti pensare che in tante grandi aziende, negli studi dei personaggi che hanno ruoli concernenti il problem solving o la creazione di idee originali, vengono installate delle vere e proprie sale giochi, con biliardini e tavoli da ping pong.

Ovviamente ciò che è utile per un tipo di apprendimento può risultare dannoso nel caso opposto, ovvero nel caso in cui lo studio sia piatto ed esclusivamente di tipo mnemonico o meccanico. In tal caso l’utilizzo di questi metodi potrebbe creare esattamente l’effetto opposto.

I colori

Risale proprio a qualche giorno fa una ricerca pubblicata dal famoso giornale scientifico “Science”, nella quale si studiano gli effetti che i colori dell’ambiente circostante hanno sulla qualità dello studio e della concentrazione. La ricerca, molto interessante, si può trovare a questo link (in inglese).

I risultati fanno pensare (ripetiamo, nessun dato certo, perchè parliamo sempre di ricerca, non di scienza) che il blu stimoli la creatività, mentre il rosso la concentrazione. Questo secondo gli studiosi sarebbe dovuto al fatto che in media l’essere umano associa al rosso un avvertimento di pericolo imminente (cartello di stop, allarme) mentre al blu viene associato un ambiente tranquillo e rilassato (cielo, mare).

Traducendo alcune frasi da Science: “..per compiti che richiedessero attenzione ai dettagli, come correggere una lista di indirizzi, i partecipanti erano più accurati quando il background era rosso, rispetto al blu o al bianco. Il blu, d’altra parte, ha stimolato la creatività. Quando ai partecipanti è stato chiesto di pensare agli usi più disparati che potessero fare di un mattone sono venute fuori delle risposte più creative quando il background era blu (del tipo: posso usarlo per far grattare gli animali)…“.

Ripetiamo che questa ricerca andrebbe presa con le dovute precauzioni, considerato anche il fatto che il cosiddetto “background” a cui ci si riferiva era lo screen saver di un pc montato sulla stanza dell’esperimento, realizzato ad hoc secondo varie tinte (blu, rosse o bianche). Però potrebb’esserci un fondo di verità.

Le persone che ci circondano

Per ultima cosa analizziamo le persone che ci circondano. Probabilmente queste sono delle “condizioni al contorno” molto importanti per l’ottenimento di una buona qualità dello studio, molto più del colore delle pareti della stanza. Esse possono infatti allo stesso tempo minare la nostra concentrazione, o facilitarci il compito, aiutandoci e stimolandoci.

Potrebbe capitarci di essere circondati da persone attinenti al nostro studio, che in diversa maniera potrebbero aiutarci nell’assolvere al nostro compito. Questo può avvenire:

  • in maniera attiva : ovvero nel caso in cui le persone studino assieme a noi sullo stesso problema, e si cerchi una soluzione di gruppo a questo (nostri colleghi di studio ad esempio). Questo può portare dei benefici in termini di tempo, di organizzazione del lavoro, e di motivazione (spesso lavorare in gruppo è molto più divertente che farlo da soli). Le persone che lavorano devono però essere più o meno sullo stesso piano in termini di competenze sull’argomento, altrimenti non vi sarà più collaborazione, ma vi sarà solo una persona rallentata e l’altra che si sentirà un peso.
  • in maniera passiva : questo si verifica nel caso in cui fossimo circondati di persone che cercano, come noi, di assolvere a un certo compito, che però è diverso dal nostro. E’ il tipico caso di una biblioteca, o di un qualsiasi ambiente dove più persone studiano, ma in maniera indipendente. In questo caso potremo essere comunque aiutati a livello psicologico. Vedere che attorno a noi la gente cerca di svolgere attività simili alle nostre crea uno spirito di emulazione (è un meccanismo totalmente inconscio ma assolutamente umano) e dà una spinta motivazionale maggiore.

Circondarsi di persone diventa negativo in tutti gli altri casi. Le persone circostanti possono quindi diventare dei disturbi, che possono essere anch’essi:

  • di tipo attivo : se le persone che ci circondano cercano di distoglierci personalmente dal nostro compito, invitandoci a fare altro, disturbandoci e impedendoci di concentrarci appieno;
  • di tipo passivo : è il caso in cui siamo circondati da persone che magari non ci disturbano direttamente, ma sono psicologicamente un fattore disturbante alla nostra concentrazione. E’ il caso in cui nell’ambiente a noi circostante, nel momento in cui ci dedichiamo allo studio, siamo circondati da persone che svolgono delle cose completamente diverse e non attinenti alla nostra. Se siamo deboli psicologicamente e ci facciamo “condizionare” dalle persone che ci circondano, direttamente o indirettamente, potremmo peggiorare tantissimo la nostra qualità di studio.

Alla prossima!