Meglio studiare ad argomento o a tempo?

A seconda del tipo di materia e dell’organizzazione della nostra giornata sarà molto importante decidere se dedicarsi a uno studio “a tempo” o “ad argomento”. Lo studio a tempo è semplicemente “tutto ciò che si riesce a studiare in un certo lasso di tempo che ho a disposizione”. Lo studio per argomento è proprio il contrario, ovvero “scelgo un argomento abbastanza circoscritto e cerco di capirlo al 100%. Prima finisco e prima sarò libero”.

Il primo tipo di studio è generalmente quello che viene adottato da chi non ha un vero e proprio metodo, mentre il secondo è quello adottato dalle persone un po’ più sveglie, e magari interessate alla materia stessa. Ciò comunque non significa che il primo sia sempre sbagliato ed il secondo sia sempre giusto.

Ci sono dei casi in cui lo studio a tempo è preferibile, ed altri in cui non lo è affatto. Generalmente lo studio a tempo è giustificato quando:

  • Non abbiamo abbastanza tempo a disposizione per impostare uno studio per argomento;
  • Non siamo in grado ancora di determinare bene le nostre capacità di studio.

Il primo caso è generalmente quello di uno studente alle prese con un esame da preparare in pochissimo tempo. In tal caso comunque l’errore è stato fatto a monte, ed è un errore più generale di organizzazione dello studio. Se l’esame è improrogabile e la situazione non è modificabile allora lo studio a tempo è l’unica soluzione.

Il secondo caso invece è quello di una persona che ancora non riesce a tarare bene la propria capacità di studio rispetto agli argomenti. Così può capitare che studiando per argomento si sobbarchi di una mole di lavoro eccessiva, non riuscendo a smaltirla (con conseguente frustrazione finale) o inconsistente (con conseguente impossibilità di portare a termine il lavoro entro tempi ragionevoli).

studentessa con dizionario in mano

Nell’acquisizione di un’organizzazione di studio intelligente è importante perciò la coscienza delle proprie capacità, e la stesura di un piano a lungo termine, che suddivida il carico di lavoro in maniera equa.

La differenza maggiore tra scuole superiori e Università sta proprio nell’organizzazione dello studio a casa. Al liceo, grazie a una serie di interrogazioni, compiti in classe e verifiche che si svolgono durante tutto l’anno, è facile riuscire a tenere il passo, in quanto gli argomenti sono stati già suddivisi temporalmente in maniera solitamente intelligente dal docente.

Questo non avviene all’università, sia perché i docenti hanno meno esperienza didattica (nel senso che avendo a che fare solitamente con studenti più o meno anonimi, e non facenti parte di un gruppo classe, non seguono l’evoluzione dell’apprendimento degli stessi, e non riescono sempre a dosare il proprio insegnamento rispetto alla comprensione di chi segue), sia perché gli studenti spesso non seguono tutti i corsi.