Studiare su Internet

È sempre più frequente che, specialmente in ambito universitario, ma anche per ricerche della scuola superiore e per semplici “passioni personali”, si tenda a stare seduti per ore a leggere davanti allo schermo del computer. Internet è ormai il mezzo privilegiato per la diffusione dei documenti, compresi libri, dispense dei professori, e i contenuti di studio si trovano spesso dislocati in siti web specializzati e enciclopedie (o enciclopedia, visto che la completezza di Wikipedia ha praticamente annientato qualsiasi alternativa).

La potenzialità e l’utilità di Internet e del computer come mezzo di studio e di ricerca è indiscutibile, ma ci sono alcune controindicazioni che non sempre vengono tenute a mente da coloro che provano a focalizzare un metodo di studio efficace. Vediamo di elencarle brevemente.

Internet non filtra efficacemente le informazioni di qualità

Su Internet si trova tutto, ma non è facile selezionare le informazioni importanti e corrette. I risultati forniti dai motori di ricerca sono spesso influenzati più dalla “qualità formale” dei contenuti che dalla qualità assoluta. Per qualità formale si intende il fatto che siano presenti delle pagine con una buona quantità di contenuti testuali ben organizzati in paragrafi, e che ci sia a buona corrispondenza tra le parole chiave cercate dall’utente e quelle ritrovate dal motore nella pagina internet.

Analizzare l’esattezza delle informazioni non è invece un compito facile per Google, Bing &Co, e il massimo che questi motori possano fare è privilegiare siti più “autorevoli”, come siti governativi, Università etc., ma quest’operazione non riesce per tutte le parole chiave e limita fortemente il campo di ricerca.

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L’esempio più lampante lo si trova in campo medico. Se provate a cercare informazioni sulle malattie e sui “sintomi” (questa è una delle parole chiave in assoluto più gettonate di internet) troverete tutto e il contrario di tutto: da siti autorevoli e specializzati che descrivono patologie e consigliano di rivolgersi ad un medico per qualsiasi tentativo di diagnosi, a siti scadenti creati da persone incompetenti che propongono terapie totalmente prive di fondamento scientifico con l’unico scopo di catturare più utenti o di decantare le proprietà di un fantomatico prodotto o integratore. Su Internet insomma si trova tutto e il contrario di tutto e non è semplice valutare l’attendibilità delle fonti, neanche per l’utente esperto.

Internet non organizza le informazioni in maniera sequenziale e completa

Le informazioni su Internet sono organizzate in maniera diretta, senza tenere conto dei prerequisiti di chi legge. Una voce su Wikipedia che parla dei Teoremi di Maxwell, ad esempio, non potrà ovviamente essere letta da chi non conosce le nozioni dell’elettromagnetismo e del calcolo differenziale. Ma queste non si trovano in maniera esaustiva e sequenziale nella stessa pagina, ma bisognerà andare a cercarle singolarmente, a ritroso. Per approfondire l’argomento bisognerà ricostruire un percorso concettuale contenuto all’interno di 100-200 pagine web spesso presenti in siti diversi, che usano notazioni diverse e stili di didattica diversi, disorientando e confondendo lo studente. Per uno studente medio uscito dal liceo scientifico basteranno invece due libri ben scritti per capire le equazioni di Maxwell: uno sull’analisi e il calcolo differenziale e uno sui principi di base della fisica elettromagnetica. La lettura sarà più piacevole e sarà meno frustrante dover ricercare singolarmente ogni argomento di interesse. E’ sempre preferibile trovare un buon libro aggiornato che utilizzare Internet, specialmente se l’argomento di studio è vasto. Quest’affermazione è tutt’altro che scontata, visto che la tendenza delle nuove generazioni di studenti è di risparmiare sui libri, “tanto c’è Wikipedia”.