Studio Mnemonico o Studio di Qualità?

Abbiamo precedentemente parlato di studio di tipo verticale e orizzontale.

Capita spesso, specialmente in materie concettualmente complesse, come le discipline matematiche o fisiche, di ritrovarsi di fronte a dei veri e propri “scogli”. Lo scoglio è un argomento particolarmente ostico da comprendere/assimilare, e che può richiedere un elevato impegno mentale per essere superato

Gli scogli potranno essere di tipo concettuale, nel caso in cui presuppongano un ragionamento astratto piuttosto complesso (e in genere riguardano materie a forte caratterizzazione verticale), o di tipo mnemonico, nel caso in cui il vero problema sia l’immagazzinamento di un gran numero di informazioni (componente orizzontale).

Un libro di letteratura difficilmente avrà degli scogli concettuali, in quanto generalmente i concetti non hanno un livello di astrazione particolarmente elevato. Un libro di geometria astratta avrà invece, molto più probabilmente, delle pagine la cui lettura sarà tutt’altro che scorrevole, ma i concetti da ricordare “a memoria” saranno molti di meno.

Tantissime persone riescono a studiare migliaia di pagine “lisce” (si pensi a uno studente di Giurisprudenza che ogni giorno deve macinare chili di carta stampata), ma colano a picco non appena si scontrino con un concetto meno banale del solito, che richieda uno sforzo concettuale maggiore. Chiameremo questo tipo di studenti fondisti, in analogia col mondo dell’atletica. Essi sono dei veri e propri corridori di fondo, talvolta maratoneti, dello studio. Riescono a percorrere chilometri alla stessa andatura, ma al primo scatto hanno subito il fiatone.

libro di narrativa

L’altra categoria sarà invece quella degli sprinters. Costoro, a differenza dei fondisti, riescono a carburare mentalmente dei concetti estremamente difficili. Il loro studio si basa sul ragionamento e riguarda poche unità concettuali alla volta. Gli sprinters riusciranno a risolvere dei problemi intricati e possederanno delle capacità di analisi superiori alla norma, tuttavia non appena si scontreranno con uno studio di tipo quantitativo, si troveranno in difficoltà. L’analogia è ovviamente quella di un centometrista del’atletica costretto a correre la maratona. I risultati sarebbero disastrosi.

Ovviamente la distinzione fatta riguarda solo due casi limite. La maggior parte della popolazione ha delle caratteristiche da fondista o da sprinter (in termini di  studio ovviamente) più o meno accentuate, proprio come nella corsa. In molte persone sono sviluppate entrambe le componenti, mentre in altre probabilmente non ne è sviluppata nemmeno una.

Ognuno può migliorare una delle componenti tramite l’allenamento (lo studio appunto), anche se sempre in maniera proporzionale alla sua struttura di base. In generale sta ad ognuno di noi capire quale tipo di studio predilige, ed eventualmente scegliere un ambito di studio il più possibile adatto alle proprie caratteristiche.

In quest’articolo vedremo come si dovrebbe porre uno “sprinter” di fronte a uno scoglio di tipo mnemonico, o un fondista di fronte a uno scoglio di tipo concettuale.

Primo caso – “Sprinter” di fronte a uno scoglio di tipo mnemonico

Lo sprinter non ama memorizzare i concetti. Preferisce il ragionamento, e talvolta, quando si trova di fronte a un tipo di apprendimento “orizzontale”, sebbene i concetti siano davvero molto semplici, non riesce ad andare avanti. Non è solo una questione psicologica. Spesso è’un problema di metodo, che può essere quantomeno limitato tramite alcune tecniche:

  • Studio in compagnia di compagni/colleghi: generalmente non è molto indicato nel caso di scogli di tipo concettuale. Infatti lo studio con i colleghi, seppur talvolta più piacevole, può “rallentare” il nostro cervello, “diminuire la frequenza della CPU” (questa volta l’analogia è col mondo del computer). Tuttavia in tutti quei compiti che non richiedono un grosso sforzo in termini di ragionamento, ma nei quali il vero problema è di tipo “mnemonico”, lo studio con i colleghi può essere un ottimo metodo per memorizzare più velocemente e per “non sentire la fatica”;
  • Musica: nel caso di studio prettamente mnemonico, avere una musica in sottofondo può aiutare a rendere più piacevole la fase in cui bisogna “ripetere” i concetti. La musica dev’essere a volume basso. Non importa il genere musicale, tuttavia è importante che, nel caso in cui la musica non sia unicamente strumentale, la lingua del cantato non sia la nostra lingua, né una che capiamo eccessivamente bene. Rischieremo di far processare al nostro cervello, in maniera inconscia, delle informazioni inutili (parole del cantante), distogliendo l’attenzione dal nostro oggetto di studio. E’ per questo motivo che spesso si afferma che la musica migliore per lo studio sia la musica classica.
  • Leggere a voce alta: a differenza di altri tipi di studio, lo studio di tipo mnemonico viene ottimizzato nel caso in cui la lettura avvenga a voce alta, in quanto è stato dimostrato da diversi studi che il concetto si “fissa” meglio in testa. Inoltre leggere è una sorta di “ripetere” i concetti per la prima volta, e si facilita anche il processo di esposizione. E’ importante focalizzare l’attenzione sul libro cercando di non rileggere la stessa frase più volte (rileggere più volte lo stesso concetto, specialmente nel caso in cui questo sia molto semplice, è un tipico indice di scarsa concentrazione).

Secondo caso – “Fondista” di fronte a uno scoglio di tipo concettuale

Nel caso dello studio è probabilmente più facile adattare uno sprinter come fondista, che un fondista come sprinter. Tante persone abituate allo studio di tipo mnemonico, di fronte a dei concetti decisamente più complicati del solito, anzichè affrontarli tendono a studiare anch’essi in maniera mnemonica.

Niente di più sbagliato. Per due semplici motivi

  1. Memorizzare dei ragionamenti senza capirli è indice di scarsa fiducia nei propri mezzi intellettuali, cosa sempre negativa;
  2. Memorizzare dei ragionamenti senza capirli è molto rischioso, in quanto sarà molto facile per chi ha il compito di valutare la vostra preparazione, verificare se avete compreso veramente il concetto o no. Rischierete quindi di fare anche figuracce.

Come affrontare allora lo scoglio? Ecco qualche consiglio:

  • Non valutate ciò che fate in termini di pagine studiate. I fondisti infatti tendono a farlo. Talvolta una dimostrazione di matematica, che si può riassumere in due pagine, può richiedere giorni e giorni di studio. Anzichè dividere lo studio per pagine o per argomenti, dividetelo per ore;
  • Chiarirsi sempre ogni concetto tramite degli esempi. Spesso le trattazioni teoriche, in molti libri, sono ostiche e difficilmente comprensibili senza un’applicazione pratica. Talvolta, dopo un esempio strutturato bene, tutto vi sembrerà decisamente più chiaro. Nel caso in cui non troviate esempi nel vostro testo sforzatevi di cercarli altrove o di crearli voi stessi.
  • Non date mai niente per scontato. Se un concetto è poco chiaro, talvolta è perchè mancano le basi della materia che si sta studiando. Sottolineate ogni singolo concetto che non capite, che sia esso una parola, una frase o un riferimento, e non andate avanti finchè non lo avete ben chiaro in testa. Fatevi mille domande su quello che state leggendo, e non lasciate mai niente in sospeso. Lo studio con i colleghi va bene solo una volta che riuscirete a esprimere bene i vostri dubbi, non prima.
  • La musica in questo caso è sconsigliata. L’ambiente dev’essere assolutamente riservato e silenzioso.